Logistica e urbanizzazone. Appunti, approssimazioni e ipotesi

Logistica e urbanizzazone. Appunti, approssimazioni e ipotesi

Logistica e urbanizzazone. Appunti, approssimazioni e ipotesi

679 960 Into the Black Box

Segnaliamo questa giornata seminariale sull’uso della logistica quale chiave analitica per lo studio delle migrazioni “tra storia e concetto”. L’evento, organizzato dalla Società Italiana di Storia del Lavoro (SisLav), si terrà venerdì 21 giugno a Milano (Bicocca) e vedrà una presentazione anche di Niccolò Cuppini e Mattia Frapporti di Into the Black Box dal titolo “Logistica e urbanizzazione. Appunti, approssimazioni, ipotesi”. Di seguito il programma della giornata e l’abstract dell’intervento.

Ciò che intendiamo proporre in questo contributo è un’analisi complessiva che ridefinisca alcune coordinate dell’attuale emergente dibattito critico sulla logistica. Mostreremo alcuni dati preliminari di una ricerca europea su cui siamo impegnati da gennaio 2019 (denominata PLUS – Platform Labour in Urban Spaces: Fairness, Welfare, Development), dove svolgiamo un’indagine sulla cosiddetta rivoluzione 4.0. Con PLUS analizziamo infatti come sette città europee (Bologna, Barcellona, Berlino, Lisbona, Londra, Parigi e Tallin) stanno affrontando l’insidiarsi della cosiddetta “nuova logistica metropolitana” (intesa in senso ampio) che attecchisce con i rider del food delivery (Foodora, Just Eat ecc..), i tassisti di Uber, gli affittacamere di Airbnb o i lavoratori e le lavoratrici di Helpling.

Nel contesto del convegno milanese di giugno, a partire dall’analisi che svilupperemo in questi primi sei mesi, intendiamo proporre un intervento che a partire dall’oggi ripercorra alcune linee genealogiche della logistica – che si insinuano in una storia ben più articolata di quella degli ultimi cinquant’anni – e gli intrecci di quest’ultima con i processi di urbanizzazione planetaria. Sebbene infatti anche nel dibattito specialistico la logistica sia interpretata come una categoria importante soltanto a partire dalla “logistics revolution”, il nostro contributo intende scavare decisamente più in profondità, articolando uno scritto che si strutturi come segue:

  • Sguardi logistici sull’oggi
  • Il formarsi del mondo città:
    • Le città-mondo: la governance della Compagnia delle Indie Orientali tra Londra e Calcutta
    • Metropoli: una nuova concettualizzazione logistica dell’urbano

La logistica dunque come storico vettore/forza globale di urbanizzazione, intendendo quest’ultima all’interno della scia teorica che va da Henri Lefebvre alla recenti elaborazioni sulla planetary urbanization (Neil Brenner, Andy Merrifield, Christian Schmid, tra i vari). Se infatti il processo di urbanizzazione è una trama dinamica che articola forme di concentrazione (di persone, mezzi di produzione, capitali ecc…) ed estensione (reti di approvvigionamento, migrazioni, interconnessioni globali ecc…), una dialettica di implosioni ed esplosioni urbane, la logistica è la dimensione che di questo processo detta le ritmiche e determina l’articolazione delle differenti forme spaziali. La logistica non rappresenta pertanto la “semplice” circolazione delle merci, ma più in generale essa rappresenta la logica e gli strumenti con cui forme e tempi eterogenei vengono ricondotti a una unica matrice.

Da questo punto di vista, per fare un esempio, ci si è a lungo concentrati sulla Manchester del primo Ottocento come prototipo e modello della città industriale. Come ha tuttavia insegnato WEB Dubois, non si capisce Manchester senza legarla ai campi di cotone sull’altra sponda atlantica e alla conseguente tratta degli schiavi. E, si potrebbe aggiungere, non si capisce altrettanto Manchester senza collegarla alle miniere per l’estrazione di carbone nel centro dell’Inghilterra o con il lavoro svolto in India dalla Compagnia delle Indie. Ecco dunque che l’urbanizzazione ci appare in questa luce come una trama composta di snodi intensivi (la nuova Manchester città industriale) ed  estensivi, in cui la logistica compone appunto il punto di vista per dare dimensione sistemica a questa configurazione.

Inoltre, in quest’ottica, le storiche categorie dell’economia politica sulla rigida divisione tra produzione, circolazione e consumo tendono a sfumare, in favore di uno sguardo olistico e sistemico. Ciò tuttavia non deve indurre a perdersi all’interno della stessa ideologia logistica, che fa dell’idea di uno spazio globale liscio e senza attriti e della possibilità di circolazione continua il suo mantra. All’interno di una visione sistemica esistono infatti punti di contro-tendenza, faglie di rottura, relazioni conflittuali, che spesso sono anzi proprio gli elementi contro i quali si costituisce la logistica (vedi Stefano Harney).

Presenteremo inoltre alcune delle tesi che abbiamo elaborato all’interno del gruppo di ricerca di cui facciamo parte chiamato Into the black box inserite nel documento “Manifesto di critica logistica” pubblicato sul numero 46 della rivista Zapruder e integralmente visionabile sul nostro blog: http://www.intotheblackbox.com/manifesto/manifesto-di-critica-logistica/.